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Walden Pond

Splendida natura

Un mondo sconosciuto che dobbiamo preservare

Durante il mese di maggio, abbiamo parlato a lungo delle piante, della loro organizzazione e della loro importanza per la sopravvivenza di tutte le forme di vita sulla terra.

Sono ben consapevole del fatto che l’argomento “natura” non possa essere esaurito in così pochi appuntamenti ma, nonostante ciò, spero, attraverso questi miei brevi interventi, di avervi fatto avvicinare un po’ di più a questa tematica che, oggi più che mai, è fondamentale discutere nella vita quotidiana.

Prima di salutarci, però, ho pensato di soffermarmi ancora per qualche momento su una riflessione molto importante per poi terminare raccontandovi la storia di un uomo che la “Rivoluzione copernicana”, di cui abbiamo parlato nei precedenti incontri, l’ha fatta per davvero riuscendo a influenzare il pensiero dei suoi contemporanei e delle generazioni future per arrivare intatto e forte fino a noi.

Sono certa che i più appassionati del genere avranno già capito a chi mi sto riferendo, tutti gli altri dovranno avere ancora un po’ di pazienza prima di scoprire il nome di questo celebre autore.

Quello di cui vorrei parlarvi, ancora una volta, è l’importanza delle piante nel nostro ecosistema che è interamente governato da questi fenomenali “polmoni verdi”.

Non lo dico tanto per dire, vi basti pensare agli eventi atmosferici che, negli ultimi decenni, sembrano essere davvero impazziti: estati secche caratterizzate da temperature molto elevate intervallate da violenti temporali che riversano, sopra la nostra testa, una grande quantità di acqua creando gravi danni alle persone, all’agricoltura e alle nostre infrastrutture.

Voi lo sapete, vero, che tutto questo potrebbe essere riportato alla normalità se imparassimo a lasciare in pace le piante che vivono nelle nostre città e se riuscissimo a comprendere che dovremmo ricoprire di verde ogni facciata e ogni tetto delle nostre abitazioni?

Come ho tentato di spiegarvi, portandovi diversi esempi, le piante ricoprono un ruolo fondamentale nel mantenimento della giusta temperatura apportando all’umanità un notevole risparmio energetico: pensate a quanto spendiamo in denaro e risorse per far funzionare i nostri condizionatori.

Cosa ne direste se vi dicessi che le piante potrebbero offrirci lo stesso effetto sortito dall’uso di quest’oggetto altamente inquinante?

Esse, attraverso la traspirazione, assorbono grandi quantità di calore riducendo notevolmente la temperatura e rilasciando in atmosfera piccole particelle d’acqua, liquido che assorbono dalle radici ben protette sottoterra.

Potete immaginarvi quanto potrebbe essere vantaggioso per tutti gli esseri viventi se le piante tornassero a ricoprire i terreni a loro destinati?

Potete immaginarvi quanto meraviglioso potrebbe essere vivere nelle nostre città immerse nel verde più brillante?

Non sarebbe più bello e stimolante la vita in un mondo così?

Henry David Thoreau, protoecologista, ci insegna che, anche noi esseri umani possiamo riuscire a compiere quel cambiamento che consiste nel mutare il nostro punto di vista animale nei confronti di un ecosistema, quello vegetale, basato su leggi e comportamenti propri, diversi dai nostri, ma non per questo meno importanti o preziosi per la sopravvivenza di tutte le specie viventi sul Pianeta Terra.

«Ogni creatura è migliore da viva che da morta»1

Henry David Thoreau: il padre dell’ambientalismo moderno

«Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici […]»2

Henry David Thoreau ritratto nel giugno del 1856
Henry David Thoreau ritratto nel giugno del 1856

Henry David Thoreau, un uomo estremamente colto, nato a Concord nel Massachussets nel 1817, dopo aver conseguito la laurea ad Harvard, decide d’intraprendere la carriera di insegnante proprio nella sua città natale.

Dotato di idee chiare e una personalità molto ben formata, il giovane Henry abbandona molto presto l’insegnamento a causa delle punizioni corporali che vengono inferte agli studenti e a cui egli è costretto a sottomettersi senza poter fare nulla per aiutare i piccoli alunni.

per questo motivo, spinto dalla passione per la natura e per l’insegnamento, nel 1838, Thoreau decide, insieme al fratello John, d’istituire una scuola progressista in cui i giovani scolari vengono spesso coinvolti in avventurose passeggiate nei boschi circostanti la cittadina.

Purtroppo, anche questa esperienza è funestata dalla prematura morte di John a causa di un’infezione dovuta al tetano.

terminata anche questa esperienza, nel 1842, Henry viene preso sotto l’ala protettiva del filosofo Ralph Waldo Emerson, proprietario di una grande tenuta e uomo di alta cultura presso cui egli inizia a ricoprire il ruolo di precettore dei figli mentre continua il proprio lavoro come impiegato presso l’azienda di matite di cui è proprietaria la sua famiglia.

Contrario alla società americana in cui si trova costretto a vivere, come segno di protesta, Thoreau decide di abbandonare la civiltà per rifugiarsi nella sua amata natura dal 4 luglio 1845 al 6 settembre 1847.

Per sopravvivere all’interno della tenuta di Emerson – a poco più di 2 chilomentri dall’abitazione di quest’ultimo –, Thoreau si costruisce una piccola casupola in legno e, per cibarsi, vive di quello che la foresta gli regala oltre a qualche approvvigionamento fornito dallo stesso Emerson.

Riproduzione del piccolo rifugio con una statuta di Thoreau

Osservare e godere della natura, adesso che si trova completamente immerso in essa, diventa un sogno realizzato che spesso commuove Thoreau incantato di fronte alla meraviglia del paesaggio attorno al Walden Pond.

Grazie a questa esperienza, egli inizia a percepire il benessere che la natura gli provoca e che egli ama contemplare e descrivere nel mutare delle stagioni.

Durante queste osservazioni, Thoreau riesce a comprendere tutta la futilità di cui sono intrisi i fini perseguiti dall’uomo che si distrugge per avere sempre più beni materiali senza rendersi conto di quanto potrebbe essere migliore la sua vita se solo imparasse a osservare meglio tutte le piccole e le grandi creature (animali o vegetali) che vivono con e intorno a lui.

Con il trascorrere del tempo, Thoreau raccoglie tutte queste sue osservazioni in diari e saggi di cui, il più famoso, è sicuramente Walden. Vita nei boschi che, prima di essere pubblicato nel 1854, viene scritto e riscritto per ben 7 volte.

Copertina originale della prima edizione del celebre saggio di Thoreau
Copertina originale della prima edizione del celebre saggio di Thoreau

Dopo la sua esperienza al lago di Walden, Thoreau torna a soggiornare presso la dimora dell’amico Emerson per poi trasferirsi nella sua casa d’infanzia e trascorrere gli ultimi anni della sua vita viaggiando, tenendo lezioni e redigendo saggi e articoli di estrema importanza.

Tra le osservazioni che Thoreau registra nei suoi diari, ce n’è una – citata anche dal professor Mancuso – che mi ha davvero molto affascinato:

«I singoli aceri, che sono interamente di un rosso vivace, visti sullo sfondo di altri della loro specie ancora di un verde fresco o sullo sfondo dei sempreverdi, sono più memorabili di quanto lo saranno col tempo interi boschetti. Che bellezza quando tutto un albero è come un grande frutto scarlatto pieno di succhi maturi, ardente in ogni foglia, dal ramo più basso alla vetta, soprattutto se guarda verso il sole. (…) L’intero albero, che matura così in anticipo rispetto ai suoi simili, conquista una singolare supremazia e, a volte, la mantiene per una settimana o due. Io mi entusiasmo nel vederlo sventolare lo stendardo scarlatto (…) Un unico albero diventa così la somma bellezza di una vallata, simile a un parto e l’espressione di tutta la foresta che lo circonda è subito animata grazie a lui.»3

Walden Pond
Walden Pond

Il professore spiega al suo pubblico cosa significhino per le piante queste mutazioni di colori facendoci scoprire un aspetto davvero molto curioso e affascinante: il motivo per cui, alcune piante, in autunno, tingono le proprie foglie di rossi e arancioni intensi consiste nel dare un segnale ben distinto a tutti quegli animali che, proprio in quel periodo, sono alla ricerca di una casa in cui trascorrere i freddi mesi invernali.

Questi particolari segnali vengono chiamati segnali onesti e sono utilizzati in natura per comunicare tra esseri viventi senza emettere alcun suono.

Tutti ricorrono a questa curiosa pratica di comunicazione, persino noi umani quando, per esempio, regaliamo un diamante a una persona amata; con quel gesto quello che intendiamo comunicare è la forza di cui disponiamo per proteggere e garantire sicurezza al nostro o alla nostra partner.

Così come noi regaliamo oggetti o ci atteggiamo in modi diversi a seconda del messaggio onesto che intendiamo mandare al nostro interlocutore, in autunno, le piante assumo un aspetto minaccioso agli occhi dei piccoli afidi che sono alla ricerca di un luogo caldo in cui deporre le proprie uova; in questo caso, ciò che le piante comunicano al parassita è il loro stato di salute, forte ed energico, perché si posso addirittura permettere di sprecare un’alta quantità di energia per mutare il colore della propria chioma.

Questo aspetto non è che un esempio di quanto possa essere affascinante la natura e il successo che Thoreau ottiene in America e progressivamente in tutto il mondo ci fa comprendere che sono esistiti ed esistono ancora oggi – spero sempre più numerosi– esseri umani attenti alla natura.

Grazie all’opera di questo autore, che si spegne a Concord nel 1862 a causa di una tubercolosi che si portava appresso ormai da più di 25 anni, sono stati molti gli uomini che sono diventati attivisti e che hanno iniziato a combattere per difendere la natura con l’istituzione di numerose riserve naturali e l’organizzazione di gruppi di salvaguardia per le foreste del Maine, della penisola di Cape Cod e per le foreste dello Yosemite.

Pensate che anche il presidente americano Theodore Roosevelt, ammiratore del grande Thoreau, tra il 1901 e il 1909, decise di trasformare 234 milioni di acri di terreno in un’area protetta.

Ancora una volta, questi non sono che esempi che spero vi esortino a fare un po’ di ricerca per approfondire questo complesso e affascinante mondo che ci permette di vivere in compagnia di creature davvero straordinarie.

«Uno per tutti e tutti per uno!», citando il celeberrimo inno de I Tre Moschettieri di Alexandr Dumas e, forse, è proprio questo quello che dovremmo fare per permettere alla nostra civiltà, inquinata da troppo malessere e troppa brama di potere, di rinascere a nuova vita.

Non dimentichiamoci che dalla natura dovremmo imparare l’umiltà e il rispetto.

«L’oca selvatica è più cosmopolita di noi: essa fa colazione in Canada, pranza nell’Ohio, e si liscia le penne per la notte in un bayou del Sud. Anche il bisonte si tiene a pari con le stagioni, in qualche modo; infatti, pascola nel Colorado solo finché un’erba più verde e più dolce non l’attende presso lo Yellowstone. Tuttavia noi crediamo che, abbattute le siepi e alzati mucchi di pietre attorno alle nostre terre, si sia posto il limite della nostra vita e deciso il nostro destino.»4

Noemi Veneziani

1 Ascoltare gli alberi, Henry David Thoreau, Garzanti. I piccoli grandi libri, 2018

 2 Walden ovvero Vita nei boschi, Henry David Thoreau, introduzione, traduzione e note di Piero Sanavio, BUR, Milano, 1988

3 Vedi nota 1

4 Vedi nota 2

Link utili:

Splendida natura. Un mondo sconosciuto che dobbiamo preservare – Episodio 1

Splendida natura. Un mondo sconosciuto che dobbiamo preservare – Episodio 2

Splendida natura. Un mondo sconosciuto che dobbiamo preservare – Episodio 3

Stefano Mancuso: Libri che parlano di piante

La Nazione delle Piante, Stefano Mancuso, Editori Laterza, 2019

Botanica. Viaggio nell’universo vegetale, Stefano Mancuso, Aboca Edizioni, 2019

Ascolta le melodie create da Deproducers in collaborazione con il professor Mancuso in occasione della realizzazione del volume per Aboca edizioni: Botanica

Video conferenza tenuta dal professor Mancuso in occasione del festival La mente in salute nell’ottobre 2016: Verde brillante – La mente delle piante

Intervento di Stefano Mancuso a Più libri Più liberi il 7 dicembre 2019: L’Europa delle piante

Intervento di Stefano Mancuso al KUM!Festival di Ancona del 19/10/2019: Henry David Thoreau. Ascoltare gli alberi

Intervento del professor Stefano Mancuso in occasione del ciclo di eventi presso il teatro di Asparetto (VR) nel luglio 2019: Viaggio nell’universo vegetale

Intervento di Stefano Mancuso a Telecom Italia Group 22 aprile 2020: Il pianeta delle piante

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