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Te lo prometto!

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Alexandra sembra condurre una vita normale, ha un marito, due figli amorevoli eppure il suo passato la tormenta e sembra non abbia intenzione di lasciarla.
Suo zio, ormai in carcere, ha abusato di lei fisicamente e psicologicamente, sua madre è morta davanti ai suoi occhi, e questo l’ha portato nella depressione e nella paranoia.
Una pagina di un diario porterà Alexandra a scoprire un lato di suo zio ben più oscuro di quello che conosce e che potrà mettere in pericolo la sua famiglia.

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Anteprima non editata

Te Lo Prometto

Prologo

Soveria Mannelli, Calabria, Italia, 15 luglio 1901

Il venticello fresco della primavera sfiora le acque pure del fiume Amato: un segno di ritrovo e di buon augurio, come quello che si scambiano gli amici che non si vedono da tanto tempo. La mia fantasia viaggia, ma è così rilassante stare seduti a terra in una giornata calda e ventilata come questa che è impossibile non vagabondare con la mente; è un po’ meno bello fare il bucato, sì, ma ci si adegua. «Maria, svegliati!» esclama mia sorella. Il rumore dei panni sulla pietra fa scappare via gli uccelli poggiati sui castagneti verdi, facendoli disperdere nella vastità dell’azzurro. «È da dieci minuti buoni che stai strofinando quel bucato. Sii energica e sbattilo sulla pietra: sembra che sia la prima volta che lavi un lenzuolo.» Sarei di gran lunga più energica se solo avessi un minimo della sua stazza… «Oh, scusami!» Stringo la biancheria con tutte le forze a mia disposizione e la scaglio verso la pietra liscia. Qualche goccia d’acqua mi bagna il volto, regalandomi freschezza e un pizzico d’energia in più. Piccoli colpetti provengono dalla mia pancia, chiaro segno che anche lei ha gradito questo piccolo momento di freschezza. Sì, lei; lei che giace dentro di me e si rafforza giorno dopo giorno. Chiudo gli occhi e, dopo vari sbuffi di colori diversi, riesco a stringere le sue guance paffute, a osservare i suoi occhietti dolci e il sorriso angelico. Si chiamerà Rosa, proprio come il fiore che rappresenta la rinascita e, anche, come la madre di mio marito. Tutti sperano che sia un maschio forte e virile, in modo tale che sia d’aiuto nei campi e porti avanti il nome della famiglia.
Ma io so che sarà Rosa, me lo ha detto in sogno lei. L’ho tenuta in braccio e me lo ha sussurrato in un orecchio. «Sbrigati che è già tardi!» esclama ancora Santina. «È l’ultimo giorno di bucato, dai!» Mi limito ad annuire alla sua esclamazione e alzo la testa verso il cielo: il vento smuove i rami colmi di foglie che danzano sul canto prodotto dagli uccelli lì intorno. Anche il belare delle pecore si unisce a quel coro, rendendo perfetta quella melodia che il vento farà sentire a ogni abitante del mondo, ma che nessuno ascolterà veramente. È questo ciò che voglio tramandare a mia figlia: il rispetto del luogo che ci circonda, di amarlo e di farlo proprio. «Maria,» continua mia sorella, non distogliendo lo sguardo dall’acqua. «Sai che Luisa, la moglie di Gino, è rimasta incinta?» «Oh, ma che bella notizia!» esclamo. Con la mano bagnata tirò all’indietro una ciocca nera sfuggita alla bandana. «Sì, proprio bella,» dice con una punta di sarcasmo, volteggiando la mano sinistra in aria. «Si vocifera che il bambino sia di mastro Antonio, sai?» «Ah, sì?!» «Lei è incinta di cinque mesi. Ora siamo a luglio, quindi il bambino è stato concepito a febbraio.» Fa dei rapidi conti con le dita, concentrata a non sbagliare nemmeno di un giorno, sebbene della scuola abbia visto soltanto la facciata. «Comare Luciana ha visto entrare Mastro Antonio in casa sua, proprio quando Gino era partito per andare a Napoli. Ed era febbraio! È inoltre uscito da lì mezz’ora più tardi. Dato che comare Luciana abita vicino a Gino e Luisa, è sicuro che sia così!» Strofina incessante quei panni, nonostante siano più splendenti del sole ad agosto inoltrato. «Ora lei è incinta. Mah…» «L’importante è che la creatura stia bene. Non importa di chi sia.» Sbatto quei panni pesanti sulla pietra per l’ennesima volta. «Faranno ben presto i conti con il Nostro Signore!» urla, facendosi un rapido segno della croce. «E con le comari di paese…» bisbiglio, in maniera che lei non possa sentirmi. Improvvisamente quel coro creatosi in precedenza si spezza. Una nota scompare: le pecore non belano più. Hanno cessato di belare tutte nello stesso istante. I loro campanili non si sentono neanche in lontananza. «Santina, lo hai notato anche tu?» Lascio i panni sulla pietra e mi alzo in piedi. Mi guardo intorno e mi domando cosa mai avrebbe potuto farle fuggire così velocemente. Lupi? Piccoli cinghiali? Cacciatori? «Cosa?» Si guarda attorno con un particolare disinteresse. «Ma hai ascoltato quello che ti ho detto, almeno?» «Le pecore…» Stringo con forza il mantesino attaccato alla vita. «… Non belano più. Sono scappate tutte. Sta succedendo qualcosa!» Il cuore mi batte all’impazzata, pronto a scoppiarmi nel petto. Santina si alza e mi viene incontro. «Maria, le pecore non hanno mai belato. Non ce ne sono mai state nei dintorni. Che ti prende!?» Mi tocca la fronte per assicurarsi che non abbia la febbre e che non stia delirando. Un’inattesa e brusca fitta al ventre mi fa sobbalzare, poi un’altra, poi un’altra ancora. Sento le viscere restringersi sempre di più: Rosa sta scalciando come un’indemoniata e, se solo potesse, verrebbe fuori all’istante e scapperebbe lontanissimo. Pare abbia il timore di qualcosa e che stia cercando di avvertirmi del pericolo. Il mio sangue comincia a diventare un misto tra fuoco e ghiaccio, la pelle si trasforma in marmo gelido e un incessante calore mi strozza, bloccandomi il respiro. Forse Rosa è pronta, forse sta per nascere. No, non può essere. Mia madre mi ha detto che è ancora presto per il parto: mancano ancora due mesi. Gli occhi mi faticano a stare aperti, mentre Rosa non smette di agitarsi nemmeno per un momento, ancora in preda al panico. Ma cosa ne puoi sapere, tu, del panico? Tu che ancora non hai visto niente del mondo e che vivi protetta dentro di me.
Cosa nei sai?

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3 recensioni per Te lo prometto!

  1. Cristiana

    Il racconto del giovane Colosimo parte dalla Calabria di inizio Novecento e percorre tutto il secolo per sfociare nel 2017-2018, anni in cui si svolgono le vicende principali della storia. La protagonista, Alexandra, vive una realtà difficile in quanto si ritrova chiusa in una clinica psichiatrica allontanata dai suoi figli e da suo marito. Quest’ultimo la tradisce con lo psicoterapeuta che tiene in cura la stessa Alexandra, il Dott. Evans. Dietro questo piccolo dramma familiare ci sono le vicende che accomunano le varie generazioni della famiglia. Il lettore scopre queste vicende grazie ad una narrazione fatta di flashback e salti temporali. Se inizialmente non ho particolarmente gradito questa scelta, dopo l’ho perfettamente compresa ed ha contribuito ad accrescere la mia curiosità verso gli episodi e le situazioni che venivano descritte all’inizio del libro. Se siete giunti fino a questo punto della recensione è probabile che possiate pensare che il testo di Colosimo sia un romanzo familiare, invece, verso gli ultimi capitoli, avviene una svolta che classifica il suo lavoro nel genere del fantasy. Svolta sorprendente ma che non stona minimamente grazie ad una buona cura dei dettagli. Per quanto riguarda la scrittura, il libro è veramente ottimo anche se, considerando i tempi che ci separano dalla pubblicazione, è probabile che venga ulteriormente migliorata. Mi sento di promuovere il racconto e di consigliarne il futuro acquisto agli amanti del genere che penso possano gradirlo particolarmente.

  2. ilariasbooks

    Alexandra sembra condurre una vita normale, ha un marito, due figli amorevoli eppure il suo passato la tormenta e sembra non abbia intenzione di lasciarla. Suo zio, ormai in carcere, ha abusato di lei fisicamente e psicologicamente, sua madre è morta davanti ai suoi occhi, e questo l’ha portata nella depressione e nella paranoia. Una pagina di un diario porterà Alexandra a scoprire un lato di suo zio ben più oscuro di quello che conosce e che potrà mettere in pericolo la sua famiglia. Il romanzo è suddiviso in capitoli che ci parlano del presente e del passato di Alexandra che, intersecandosi, ci svelano man mano i misteri della sua vita e tutte le tragedie e vicessitudini che l’hanno portata verso l’abisso. Ci sentiamo coinvolti nei dolori di un passato difficile fatto di abusi e perdite ma sentiamo una presenza accanto a lei che cerca di aiutarla. Il diario trovato chiarirà come Robert, suo nonno, fosse cambiato, a tratti impazzito, della cicatrice che comparve sul suo collo all’età di otto anni e della scoperta della maledizione che incombe su ogni generazione della loro famiglia. Le donne si chiudevano in loro stesse, lontane da tutto e da tutti, mentre gli uomini mutavano il loro carattere e i loro principi dall’avvento della cicatrice in poi, diventando molto spesso manipolatori e aggressivi. Una storia che si tramanda di generazione in generazione fin dai tempi antichi nella loro famiglia e ora suo figlio Carlos comincia ad avere tutti i sintomi.. Originale e ben congeniato. Il connubio realtà e misticismo, surreale e reale rendono il libro particolare e intrigante.

  3. TheSecretDoor_

    “Te lo prometto!” di C. F. Colosimo è un romanzo dal ritmo incalzante, un thriller che ti trascina con forza di pagina in pagina alla scoperta del nesso che avvolge tutti gli strani accadimenti che movimentano la vita di Alexandra, la protagonista del racconto, e la sua famiglia. Sì, perché la vita di Alexandra, così come quella dei suoi avi, non è mai stata tranquilla e finalmente, grazie ad un diario, riuscirà ad aprire gli occhi sull’orribile verità che l’ha sempre circondata.
    A molti scrittori rimproveriamo, a volte, di protrarre e dilungare eccessivamente la narrazione per il solo scopo di “allungare il brodo”, al contrario, nel romanzo di Colosimo, avrei gradito avesse trattato con maggior dettaglio alcuni aspetti della storia che sono stati invece affrontati con celerità. Il finale mi ha lasciata leggermente perplessa, forse per il troppo hype che avevo nel voler concludere la storia.
    Ho apprezzato davvero molto:
    – la trama: super avvincente!
    – i dialoghi: molto scorrevoli.
    – la suspance che l’autore ha mantenuto in maniera magistrale nel corso di tutto il romanzo

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