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Gli stronzi piacciono a tutti

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Un incontro inaspettato.
Due ex amici si rivedono dopo molti anni, ma quell’incontro non è piacevole.
Lidia odia ancora Gabriele nonostante sia passato molto tempo, non riesce a perdonarlo per quello che ha fatto. Gabriele sembra in pace con se stesso e non comprende il rancore che prova la ragazza nei suoi confronti.
I due ragazzi saranno costretti a condividere lo stesso appartamento e ciò porterà a galla sentimenti contrastanti a loro nascosti.

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Anteprima non editata

LIDIA
Mi spazzolo i capelli mentre corro verso il portone, sono in ritardissimo e non è da me. I miei amici mi aspettano nel bar sotto casa e non vedo l'ora di vederli. Scendo le scale più veloce che posso pentendomi subito di aver messo i tacchi. Per correre sono meglio le ballerine, inoltre credo di essermi vestita troppo elegante. Dopo aver fatto troppa amicizia con i pigiami durante la quarantena, avvertivo il bisogno di sentirmi bella, in ordine e normale. Apro il portone dell'ingresso e sbircio immediatamente i tavolini del bar dall'altra parte della strada. Vedo la testa bionda di Claudia, accidenti, è già arrivata. Mi avvicino facendo di mano per attirare la sua attenzione, lei si alza immediatamente venendomi incontro. Mi stringe forte a sé e io aspiro il suo profumo, non so perchè ma lei sa sempre di buono.
“Come stai?” mi chiede sorridendo. Noto che Roberto non ancora arrivato ma non faccio domande, forse ci raggiunge più tardi. Ci sediamo in uno dei tavolini e cerco di capire se il cameriere ci ha viste.
“Sto benissimo, grazie e tu?”
Non ci vediamo da quando è iniziata la pandemia e mi mancava da morire. Sentirla al telefono non è la stessa cosa. Indossa un abito nero e delle decoltè, questo mi fa sentire subito a mio agio, non sono la sola ad aver optato per i tacchi alti.
“Bene, bene! Sei ancora alla ricerca di un coinquilino?” mi domanda curiosa. La guardo stranita per un attimo, non capisco come mai mi chieda una cosa del genere. Lei abita con Roberto, non credo che voglia venire a vivere a casa mia. Alla fine della quarantena, la mia coinquilina ha preso i bagagli ed è tornata nel suo paese natale, lasciandomi da sola a pagare un affitto che sinceramente non mi posso permettere.
“Si purtroppo si! Ma adesso nessuno cerca casa! Una tragedia!” dico sventolando la mano per dare più enfasi a ciò che dico. Claudia mi guarda con un mezzo sorriso e i suoi capelli biondi riflettono i raggi del sole. È bellissima.
“Forse ne ho trovato uno, ma devi promettermi di stare calma, ok?” la sua voce è così seria che rimango interdetta. Gioca con il bordo del suo vestito e mi rendo conto che è agitata. “Che succede?” inizio ad essere preoccupata. Non capisco perchè i suoi occhi marroni siano pensierosi, sto per domandare qualcosa quando lei alza lo sguardo e io la seguo. Vedo due persone
arrivare verso di noi, una è Roberto, il suo fidanzato. L'altro è Gabriele. Il mio cuore perde un battito e non per la felicità. Loro si avvicinano e salutano educatamente.
“Ti prego, non iniziare a sclerare” dice Roberto. Resto in piedi a guardarli. Sono passati otto anni, otto anni dall'ultima volta che ho visto Gabriele ma non è cambiato di un giorno. Porta sempre la barba, indossa vestiti scuri ed è alto. Non so cosa questo c'entri, ma mi rendo conto che è più alto di me e non ricordo se lo è sempre stato.
“Ciao Lidia, non sei cambiata di un giorno!” mi dice con un sorriso. Si avvicina per darmi due baci nelle guance e io resto immobile troppo scioccata persino per parlare.
“Sì, in realtà sono molto cambiata. Adesso le persone le mando subito a quel paese” prendo la borsa e mi dirigo a casa mia.
“Lidia aspetta!” mi dice Claudia seguendomi. Non la ascolto neanche, voglio fuggire, raggiungere il portone e aprirlo più velocemente possibile. Non posso credere che lui sia qui, non posso credere che mi abbia abbracciato e baciato come se niente fosse. Come può far finta che non sia accaduto nulla tra noi?
“Lidia ascolta, mi dispiace, io non sapevo che tu fossi arrabbiata con me. Non l'avevo capito!” dice Gabriele. Io lo guardo come se fosse un alieno a tre teste, cosa significa che non sapeva? “Non capisco, non ti parlo da otto anni? Cosa pensassi che facessi?” Che giocassi al gioco del silenzio?
“Io pensavo che fossi andata per la tua strada, che non ti importasse nulla degli amici che ti eri lasciata indietro quando sei partita all'università!” spiega lui.
“Ci siamo lasciati litigando! Come puoi pensare una cosa del genere?” sbraito. “Io mi ero scordato, non mi ricordo nulla. Non ricordo di aver litigato con te, non so nemmeno perché tu mi odi!” Non riesco a capire se sta scherzando.
“Tu non ricordi? Tu mi hai ferita cazzo! Tu mi hai tradito cazzo! Mi hai piantato un coltello in mezzo alle spalle ecco cos'hai fatto!” Sono così arrabbiata che sto gesticolando più del dovuto. “Scusami, tu non ricordi?” anche Claudia è esterrefatta e questo mi consola perché almeno non sono l'unica scioccata.
“Si, davvero, io…mi dispiace se ti ho ferita. Io non volevo farlo, ecco…le persone mi vogliono bene ma io puntualmente le deludo. Non mi ricordo nulla, non posso nemmeno giustificarmi perché non ricordo cosa ho fatto.”

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Spedizione prevista per Agosto 2021

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