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Angelina

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12,00 10,00

In un paesino del Sud Italia, nella Sicilia di fine ‘800 vive Angelina con la famiglia e i fratelli. È una bambina felice e spensierata, ama passare il tempo in riva al mare con la madre. Ma la gioia dura ben poco, fin quando una malattia si porta via l’amata madre lasciando la famiglia e il padre nella disperazione. Angelina è ancora troppo piccola per comprendere appieno tutto il dolore. Passano gli anni e la famiglia si trasferisce in un’altra casa, lontani dai vecchi ricordi. Angelina è ormai signorina e qui inizia una nuova vita. Pian piano si scopre donna, apprezza sempre più la lettura grazie anche all’amato fratello che ormai lontano continua a donarle amore oltre ai vestiti e ai libri che ahimè la sorella bigotta non tollera e distrugge senza ritegno. Angelina è ormai una donna bella e intelligente e la vita semplice del padre non la soddisfa a dovere, più simile alla madre ricerca sempre la via della passione e dell’intelletto. Anche l’amore ben presto fa capolino nella bella Angelina che si perde negli occhi verdi di Camillo.

Categoria:
Anteprima non editata

La nonna era vecchissima e sempre uguale. Sembrava ferma nel tempo, come una carta da parati che ingiallisce e scolorisce ma che resta incollata alla parete. Così era rimasta abbracciata alla vita, forse dimenticata da quel Padre Eterno che non la chiamava a sé, e che lei per abitudine pregava sonnecchiando davanti al braciere sempre acceso. Piccola e minuta, con le mani incrociate sul ventre ben protetto dal gonnellone di seta nera pieghettato, osservava il suo piccolo mondo e biascicava orazioni e preghiere. Aveva una testa ricca di capelli bianchi e grigi che teneva raccolti in crocchia sulla nuca. La fronte un poco aggrottata, si apriva su un viso scontento, segnato da poche rughe profonde, che le scendevano dall’attaccatura delle narici perdendosi sopra e sotto la fessura delle labbra come una ragnatela. Erano solchi interminabili su un volto così minuto. Il naso sembrava allungato perché lei non aveva più denti e la sua bocca era un piccolo buco nero.
Nei momenti di buon umore raccontava ridendo a crepapelle che gli ultimi denti glieli avevano strappati legandoli con lo spago suo genero Pippo e un certo Alfio marinaio, che lei amava come un figlio, che girava per casa durante l’ultima Guerra Mondiale. La vecchia soffriva di mal di denti, i due giovanotti che le volevano bene e la vezzeggiavano, a modo loro l'avevano aiutata. Uno dei due la teneva seduta sulle ginocchia mentre l'altro chiamandola "nannitta"(nonnina) le raccontava storielle, accennava passi di danza, la distraeva e le faceva aprire la bocca. Tra una risata e l'altra le strappava gli ultimi denti gialli e malconci che la facevano soffrire e che uscendo volando dalla bocca le portavano via i residui di una giovinezza infelice ma di radiosa bellezza.
Questo piccolo uccellino nero, non più alto di un metro e cinquanta, aveva gli occhi infossati sotto alle arcate sopraccigliari profonde come due grotte. Due piccolissimi specchi d'acqua celesti incassati nel vuoto della vita e nella ricchezza della memoria.
Occhi incredibilmente chiari, a volte buoni, a volte indifferenti, a volte superbi, a volte alteri spesso carichi d'odio. Disprezzava implacabilmente la sua famiglia se contrariata. Era sempre inquieta e instabile, insoddisfatta e infelice. Nonostante l'apparente calma, il suo corsetto pulsava come un mantice, non era il respiro lieve e regolare del petto che si abbassava e si alzava ritmicamente, ma il picchiettare del piede destro sul pavimento. Dall'orlo della sottana spuntava una pantofola di feltro grigio che nervosamente batteva un ritmo inesistente, snervante e annoiato.
La nipote che studiava seduta di fronte a lei sentiva questo ticchettio costante come il rodere di un tarlo, e quando cessava, la ragazza staccava gli occhi dai libri e spaventata si diceva: "E' morta!…". La guardava e la osservava mentre lei con il mento aguzzo da vecchia befana sognava, russava e sbuffava dormendo in un sonno agitato e confuso privo di tranquillità.

Nella sua vecchia memoria il vento soffiava e dalla brezza salmastra del mare azzurro e infinito come in un sospiro un nome vagava: Angela… Angiolina… per sua madre e in seguito per tutti… Angelina.

Inizio spedizione

Spedizione prevista per Settembre 2021

1 recensione per Angelina

  1. Gianluigi Garbellini

    Angelina è figura reale, non creatura di fantasia: una donna dal fisico fragile, ma solo in apparenza, di forte tempra, decisa, tenace, volitiva e resistente ai cambiamenti della sua lunga vita. Lasciata la natia Sicilia orientale inondata di sole e di mare, un inquieto mare azzurro onnipresente, nonna Angelina, la protagonista assoluta di tutta la narrazione, chiude i suoi anni a Genova la grande città portuale del nord, portando con sé i ricordi di una complessa e non facile esistenza. Ed è qui, lontana dalle origini e ormai “vecchia nonna”, che si acuisce in lei il ricordo e parla della sua vita alla nipote che, attenta, la sa ascoltare. Nasce in tal modo il libro presente che l’autrice propone in un realistico affresco di avvenimenti, di descrizioni e di emozioni non senza l’accenno alle ancestrali contraddizioni di una terra vivace e bellissima quale la Sicilia, aspetti che trovano riscontro nella stessa straordinaria personalità e nel comportamento di Angelina. Il racconto non è una comune biografia, ma un’affascinante storia narrata con freschezza e tocchi di brio in un linguaggio ricco di immagini, di metafore, accompagnato da una singolare scelta di verbi e di aggettivi che, lungi dall’appesantire il discorso, lo rendono piacevolmente personale, spedito e sorprendente.
    Gianluigi Garbellini
    Storico. Tirano (SO)

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