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INTERVISTA A VITTORIANO BORRELLI

Domanda. Vittoriano Borrelli, lei è appassionato di musica e letteratura, soprattutto di Alberto Moravia. Cosa lo affascina di questo scrittore?

Risposta: Innanzitutto il suo modo di scrivere, molto scorrevole e senza sbavature. Moravia ha il pregio di trattare temi impegnati con un linguaggio schietto e diretto da rendere i personaggi delle vicende narrate molto aderenti alla realtà. Capolavori come “Gli Indifferenti”, “La noia”, “La ciociara”, sono la riprova della maestria di questo scrittore che ha saputo coniugare l’impegno sociale di evidenziare le storture, le contraddizioni e il male di vivere del Novecento, con una prosa efficace e di grande impatto emotivo e riflessivo. Sono pochi gli scrittori capaci di scrivere così bene.

Domanda: Lei possiede un blog dal titolo “ Le parole del mio tempo”. Cosa tratta in questo suo spazio?

Risposta: Il blog è nato otto anni fa con l’intento di promuovere i temi della cultura, musica e attualità, con rubriche dedicate agli scrittori emergenti, interviste e promozione delle loro opere. Nel tempo ha subito un taglio più personale con la pubblicazione di diversi racconti brevi da me scritti e commenti sull’attualità, pur senza disdegnare le recensioni sulle opere letterarie più famose o più lette del momento.

Domanda: Parlando ora del suo romanzo “ Il futuro imperfetto”. Uno dei temi che viene affrontato è l’esistenzialismo. Come mai ha deciso di portare nella sua opera questo tema?

Risposta: L’esistenzialismo rappresenta il filone letterario che mi contraddistingue. Come Moravia, pur non avendo i suoi meriti, mi piace raccontare la realtà, descriverla come appare ai miei occhi. I miei personaggi sono intimamente collegati al contesto sociale in cui si muovono, sono espressione di un vissuto che è storia di vita, di malessere, di stati d’animo che elevano il simbolismo della vita interiore in azioni concrete e multiformi in cui i lettori possono più o meno identificarsi.

Domanda: Il romanzo è diviso in 2 parti. “Rosental” che è il nome del collegio dove si trova Edo, e “Il giardino delle donne”, che devo dire, leggendolo mi ha incuriosita. Come mai la scelta di dividere il romanzo in due parti?

Risposta: La scelta è quella di far capire meglio l’evoluzione del personaggio. Nella prima parte si gettono le basi per la formazione caratteriale di Edo che, a torto, si fa un’idea della bellezza come unica arma per raggiungere qualsiasi traguardo a discapito di tutti. Complice la lettura de “Il ritratto di Dorian Gray” e l’influenza dominante dell’enigmatico professor Schoengen, Edo sperimenta nella seconda parte i frutti dell’educazione ricevuta nel collegio di Rosental, ma dovrà fare i conti con un travaglio interiore che lo metterà a dura prova quando dovrà affrontare situazioni impreviste che gli faranno toccare con mano tutte le sue imperfezioni.

Domanda: Edo è un bellissimo ragazzo e ne è cosciente, sa che la sua bellezza è un grande vantaggio. Cosa pensa lei della bellezza? E’ realmente così? Oppure può essere un punto a nostro favore ma bisogna poi che emergano delle qualità e delle capacità per raggiungere il proprio scopo e il proprio obiettivo?

Risposta: La bellezza che tratto nel romanzo evoca il culto dell’immagine e dell’apparenza, temi molto attuali nella società moderna. È considerata quindi in senso negativo se viene gestita per quella che è senza alcun legame o spazio alle qualità interiori di chi la ostenta.

Domanda: Come è nata l’idea di questo romanzo?

Risposta: Può sembrare strano ma proprio dal titolo, che è un gioco grammaticale dei tempi verbali. C’è il futuro semplice e il futuro anteriore, mettiamoci quindi il futuro imperfetto che ovviamente non esiste ma mi è servito per raccontare la subdola perfezione dell’essere.

Domanda: “Il futuro imperfetto” è un romanzo che tratta della forza ma anche della fragilità dell’essere umano. Nessuno è perfetto. Cosa ne pensa?

Risposta: Nessuno lo è. Forse ci si può avvicinare alla perfezione ma solo dopo una lunga sofferenza che non è soltanto fisica ma anche e soprattutto spirituale. I martiri, uomini di Chiesa di grande spessore come Padre Pio, sono esempi di come si possa imboccare la strada della perfezione o quanto meno del buon vivere.

Domanda: Come è venuto a conoscenza della Writers Editor e come è stata la collaborazione con questa casa editrice?

Risposta: Per caso, su Facebook.  Sono rimasto soprattutto colpito dall’attenzione rivolta all’autore, della sua centralità rispetto ad un progetto che non può funzionare se tutte le componenti non si muovano all’unisono. La collaborazione direi positiva.

Domanda: Ha altri romanzi in programma?

Risposta: Sto scrivendo un nuovo romanzo. Per la prima volta mi cimento nel genere giallo ma forse il termine è improprio. In realtà tutti i miei scritti sono un Giallo in senso lato: pieni di colpi di scena con un finale che non è mai quello che il lettore si aspetta.

Segnalini Pamela