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“Il Futuro Imperfetto” di Vittoriano Borrelli

E il naufragar m’è dolce in questo mare.

“Il Futuro Imperfetto” è un romanzo di Vittoriano Borrelli, nato a Portici in provincia di Napoli. Appassionato della musica e della letteratura, in particolar modo di Alberto Moravia del quale conosce tutte le sue opere.

Ha un blog culturale dal titolo “Le parole del mio tempo”.

Il romanzo è suddiviso in 2 parti.

Nella prima parte viene raccontata la giovinezza di Edo, un ragazzo di estrema bellezza che all’età di quindici anni viene mandato in un collegio, chiamato Rosental, nel quartiere di Basilea.

Edo è consapevole della sua bellezza e sa che grazie ad esse può ottenere tutto ciò che vuole.

Il suo aspetto fisico gli reca un grande vantaggio in qualunque contesto. Si ritiene un essere perfetto.

Condivide la stanza del collegio con Rudolf che, al contrario di Edo, è un ragazzo bassino, magrolino, con gli occhi piccolini ma con una capacità. Riesce a sollevare qualsiasi cosa.

Tuttavia Edo sa che Rudolf come tutte le persone di aspetto non gradevole, devono impegnarsi molto per ottenere quello che vogliono mentre a lui basta la sua bellezza.

Rudolf prova subito odio e forse anche invidia per Edo e cerca di metterlo in cattiva luce davanti a tutti ma con scarsi risultati, la fortuna è dalla parte del bel ragazzo.

Un giorno, Schoengen, uno dei professori di Edo, sorpreso da una sua personale e alternativa interpretazione dell’opera “L’Infinito” di Leopardi, gli suggerisce di leggere “Il ritratto di Dorian Gray”, ma solo fino al sesto capitolo.

Edo inizialmente non comprende la motivazione di tale richiesta ma accetta comunque di leggere il libro.

Schoengen non ha scelto il libro a caso e non a caso ha chiesto proprio ad Edo di leggerlo.

Nella seconda parte, Edo è diventato un radiologo dopo un lungo corso di studi.

Ha molte amanti, tutte bellissime e che cadono ai suoi piedi.

Come nel collegio, la sua bellezza gli porta ancora vantaggi e privilegi.

Tuttavia anche qui, non è ben visto da un suo collega che, con uno scherzo poco gradevole, porterà alla luce le sue debolezze e le sue fragilità, rendendolo per la prima volta, imperfetto!

Edo è consapevole del fatto che può avere tutto ciò che vuole grazie alla sua bellezza ma allo stesso tempo proprio per la sua bellezza attira invidie, gelosie e situazione molto spiacevoli.

Il suo essere perfetto lo rende sicuro, arrogante, presuntuoso.

La sua bellezza è come un’arma a doppio taglio.

Si circonda di belle donne ma è sostanzialmente solo. Non ha una famiglia, non ha dei figli, pensa solo a se stesso ed è impegnato ad ammirare il suo corpo allo specchio.

La bellezza non si trova solo nell’aspetto esteriore. Bellezza sono i piccoli gesti, i modi gentili, l’amore, l’amicizia.

La bellezza si trova nel sorriso che arrechiamo negli altri. Come quando Edo si complimenta con la sua assistente, da sempre innamorata di lui, ma che lui ha sempre disdegnato perché non rispecchiava i suoi canoni estetici, per la sua grande professionalità, cosa che non aveva mai fatto.

Ho apprezzato molto i riferimenti ad Oscar Wilde, Calvino e Leopardi, che attestano la passione dell’autore per la letteratura.

Il libro è molto piacevole da leggere, la lettura risulta molto scorrevole e lineare.

E’ uno di quei libri che ti viene da leggere tutto d’un fiato perché si rimane incollati alle pagine e non si riesce a smettere di leggerlo. Ti cattura per le parole e per l’eleganza della scrittura.

E’ una ventata di cultura!

Lascio qui un estratto del romanzo:

“Professore, non capisco….”

Schoengen appoggiò una mano sulla mia spalla e mi guardò fisso.

“Voglio dire che la vita è bella se la sai guardare, se la sai vivere. Ci saranno sempre giorni di pioggia come questo, ma niente potrà scalfire la bellezza se saprai tenerla intatta nella tua immaginazione:…la moralità dell’arte consiste nell’uso perfetto di uno strumento imperfetto.

Segnalini Pamela