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Cantautori di ieri e di oggi

Parla l’autore

Pierpaolo Mingolla

Come promesso in chiusura all’articolo Introduzione alla figura del cantautore, oggi abbiamo il piacere di leggere una breve riflessione scritta dal giovane Pierpaolo Mingolla, in arte Cedro.

Nato nel 1993 a San Pietro Vernotico (BR), Pierpaolo si avvicina alla musica e alla poesia fin dalla tenera età sviluppando, con il tempo, una profonda passione per cantautori come Francesco De Gregori, Vinicio Capossela e Fabrizio De André.

È in particolare ascoltando i singoli Dolcenera e Un giudice – firmati da De André – che un Mingolla adolescente decide di imbracciare la fisarmonica e reinventare questo meraviglioso strumento secondo le sonorità che più lo ispirano e gli appartengono.

Le canzoni popolari salentine, un linguaggio poetico e sonorità prevalentemente acustiche sono i tratti distintivi di un giovane cantautore che esordisce nel 2019 con un singolo, intitolato Cedrata, che diventa presto un tormentone estivo la cui uscita viene annunciata su diverse riviste online, quotidiani e trasmissione radiofoniche (Radio Puglia) – il singolo, distribuito da Audioglobe, vanta la partecipazione di Saverio Novielli (batteria) e Sebastiano Lillo (chitarre e basso).

Dopo questa esperienza fresca e tutta estiva, Pierpaolo sente il bisogno di lavorare in solitaria e di lasciare a se stesso lo spazio per ritrovare le vecchie radici, le affezionate sonorità che lo hanno fatto appassionare alla musica: agli inizi del 2020 esce il secondo singolo intitolato Astronomia distribuito tramite Distrokid.com.

Come abbiamo accennato poco sopra, accanto al cantautore vive un autore il quale, dall’età di sette anni è rimasto ingarbugliato nelle parole senza più riuscire ad uscirne e iniziando anzi a comporre piccoli brani di poesia e brevi riflessioni esordendo sulla scena letteraria nel 2013 con la raccolta La penna e la mia voce edita da Terre Sommerse Edizioni.

Nel 2019, dopo essersi assentato per qualche tempo, riappare sulla scena letteraria con la raccolta Macchie e, all’inizio del 2020, con un terzo libro di poesie e pensieri intitolato Gocce – entrambe le pubblicazioni sono edite dalla casa editrice WritersEditor.

La parola all’autore

Non appena ho letto il tema che avrebbe accomunato questa rubrica, innumerevoli domande hanno occupato la mente, domande tanto irresistibili quanto irrefrenabili: chi è, cosa fa il cantautore? Abbiamo bisogno di un cantautore oggi? Il cantautore è un personaggio anacronistico?

Nel 2020 potrei definire la musica principalmente come quelle razioni militari pronte da mangiare (MRE), ma il “Meal Ready to Eat” in questo caso diverrà la “Music Ready to Eat”. Una musica da mangiare, quasi da divorare, una successione di canzoni mordi e fuggi che hanno una funzione di contorno nella quotidianità.

Il cantautore, nella sua forma più classica, risulta ad oggi una figura quasi mitologica. Nella continua evoluzione sociale, la musica non è esente da contaminazioni che allontanano sempre più l’idea dello chansonnier per dar spazio a nuove realtà di apparente protesta, quasi di disagio, come ci insegna la nuova frontiera della Trap.

Destreggiandosi ulteriormente tra Indie e Pop, il cantautore che segue le orme dei Grandi risulta quasi non etichettabile, come se appartenesse a una categoria a sé stante.

Eppure, la nuova frontiera del cantautorato ci ha donato artisti meravigliosamente noti (Max Gazzè, Brunori Sas, Mannarino, Dimartino) che pur essendo considerati mainstream hanno mantenuto forza e significatività dei testi, avvalorandosi di arrangiamenti musicali moderni.

Essere cantautori oggi significa ricercare e rinnovarsi, mantenere salde le proprie ideologie e le proprie convinzioni, scavando nella poesia più profonda e sperimentando nelle viscere della musicalità. Al di là del proprio spazio di collocamento, il cantautore produce quanto di più vicino alle corde dell’anima possa offrire.

Personalmente, ho sempre scritto poesie e partecipato a vari progetti musicali come fisarmonicista; musica e poesia hanno trovato un punto di incontro nell’estate del 2019, periodo in cui è nato il progetto CEDRO.

Il primo singolo, intitolato “Cedrata”, si discosta sicuramente dai canoni di espressione a me più cari, lasciando spazio a una canzone dalle sonorità twist, surf rock con un testo leggero e spensierato: in poche parole, un tormentone estivo.

Dopo la pubblicazione di “Cedrata” ho preferito rimanere in silenzio, lavorando nell’ombra, meditando sulla questione più intima della mia sensibilità artistica. Questa pausa è stata l’occasione per tornare al lirismo delle radici, sia poetiche che musicali, donando una seconda vita alla mia prima poesia: “Astronomia”.

In questo periodo di quarantena le difficoltà nel continuare i lavori di registrazione dell’EP sono tante ma la voglia e la capacità di adattarsi ci stanno permettendo di farlo ugualmente. Collateralmente, spendere il tempo con se stessi risulta la sfida più stimolante e costruttiva.

Nell’andirivieni generale di pensieri e preoccupazioni, non so se definirmi un cantautore ma continuerò senz’altro a produrre, nell’attesa che il tempo porti con sé la bellezza e l’emozione di potermi esibire per la prima volta in pubblico.

Pierpaolo Mingolla

Articoli precedenti

Cantautori di ieri e di oggi – Introduzione alla figura del cantautore

Cantautori di ieri e di oggi – Estratti – Gocce di Pierpaolo Mingolla

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Noemi Veneziani